La Tecnica Sacro Occipitale (SOT)
secondo l'approccio Dejarnette

La tecnica dei blocchi nasce negli Stati Uniti oltre 50 anni fa grazie al lavoro di Major Bertrand Dejarnette, osteopata e chiropratico, allievo di Daniel David Palmer e William Garner Sutherland. Dopo anni di ricerca clinica, sviluppò la Tecnica Sacro-Occipitale (SOT), un approccio strutturato basato sull’integrazione tra sistema strutturale e cranio-sacrale.
Alla base del metodo vi è un sistema di classificazione che suddivide i pazienti in tre categorie principali, ciascuna rappresentativa di uno specifico adattamento disfunzionale del sistema sacro-iliaco e vertebrale. Questa suddivisione consente al terapista di individuare con precisione la disfunzione primaria e di impostare un trattamento mirato ed efficace.
Le tre categorie riflettono differenti relazioni funzionali: la prima è collegata al sistema cranio-sacrale e alle tensioni durameriche, la seconda coinvolge prevalentemente l’articolazione ileo-sacrale, mentre la terza riguarda direttamente la dinamica vertebra-disco.
Elemento centrale della tecnica è l’utilizzo dei blocchi (blocking), strumenti a forma di cuneo progettati per essere posizionati in modo specifico sotto il bacino del paziente, sia in posizione prona che supina. Il corretto posizionamento varia in base alla categoria di appartenenza e permette di agire in modo mirato sulle disfunzioni.
Attraverso l’uso dei blocchi, il trattamento sfrutta forze naturali come la gravità e la capacità intrinseca del corpo di auto-regolarsi, favorendo una correzione dolce, non invasiva e progressiva delle alterazioni strutturali. Questo rende la tecnica particolarmente indicata anche in pazienti per i quali le manipolazioni ad alta velocità risultano controindicate.
Il metodo si fonda sull’osservazione della relazione funzionale tra bacino e sistema cranio-cervicale: il riequilibrio della dinamica pelvica si riflette sull’assetto craniale e viceversa, evidenziando l’interconnessione globale del corpo.
La tecnica SOT non si limita all’aspetto strutturale, ma integra anche valutazioni neurologiche, includendo il lavoro sulle catene muscolari, sui tessuti molli e sulle componenti viscerali, oltre a interventi specifici sul sistema cranio-sacrale.
Durante il corso verranno introdotti e approfonditi test muscolari kinesiologici di base, utili per affinare la capacità di valutazione e migliorare l’efficacia del ragionamento clinico. Saranno inoltre forniti strumenti pratici e protocolli operativi per l’analisi pelvica, immediatamente applicabili nella pratica quotidiana in studio.
Il corretto utilizzo dei blocchi permette non solo di riequilibrare le asimmetrie degli arti inferiori e migliorare l’allineamento del rachide, ma anche di generare un impatto sistemico sull’organismo, favorendo i processi di autoregolazione e lasciando emergere in modo chiaro la disfunzione prioritaria su cui intervenire.
Il percorso formativo è orientato alla pratica: verranno apprese tecniche concrete e subito utilizzabili, per migliorare fin da subito l’efficacia del lavoro clinico.

